Intervista alla “Pia Unione Sant’Antonio Abate”

Nepi si prepara ad un weekend di festa, un incontro tra la tradizione religiosa e carnevalesca. Tanti saranno gli eventi nei giorni festivi (17,19 e 20 gennaio) che caratterizzeranno la città delle acque minerali.

La festa è organizzata dalla “Pia Unione Sant’Antonio Abate” di Nepi, un comitato che si occupa di tale festività da molti anni. A tal proposito Il Sibilo di Nepet ha incontrato due membri del comitato che ci hanno parlato di questa tradizione e della sua organizzazione: il presidente Francesco Rosavini e il tesoriere e segretario Massimo Giovanale.

 

 

 

 

 

 

Buonasera, chi siete e di che cosa vi occupate?

Francesco Rosavini: io sono presidente della “Pia Unione Sant’Antonio Abate” da quattro anni a questa parte. Ci occupiamo dello svolgimento della festa del santo, che comprende la benedizione, la processione, l’accensione del fuoco e la sfilata dei carri allegorici.

Massimo Giovanale: io mi occupo circa dieci anni della tesoreria e segreteria del comitato. Vi sono entrato a far parte subito dopo aver smesso la parte del carnevale come partecipante. Ho sentito il bisogno di abbandonare l’organizzazione della sfilata dei carri allegorici per entrare all’interno del comitato, anche per tradizione familiare. Questo comitato è interessato soprattutto a tramandare una tradizione ormai centenaria, in quanto quest’anno sarà pubblicizzata la settantanovesima edizione del carnevale, ma la “Pia Unione” è attiva da più di cento anni. La festa nel corso degli ultimi anni ha avuto una crescita esponenziale per visitatori, per devoti al santo e anche a livello qualitativo, per quanto concerne i partecipanti, sia alla festa religiosa che alla festa pagana.

Come avviene la preparazione delle festività?

Francesco Rosavini: La preparazione delle festività è molto impegnativa, appena finisce il carnevale si inizia ad organizzare il successivo e quando siamo nel periodo fra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, si comincia a partire con la burocrazia. Mano a mano che si va avanti iniziamo ad occuparci degli sponsor, delle iscrizioni per carri allegorici e mascherate puntando sempre a migliorare il Carnevale.

Ci potreste presentare il “Focarone” e ciò che significa per i nepesini?

Massimo Giovanale: La realizzazione del fuoco è un segreto che appartiene alla Pia Unione e soltanto partecipando alla costruzione di questo si può capire. C’è bisogno di veramente di tanta legna e soprattutto di tanta magia. Il fuoco è una cosa molto importante, un simbolo per i nepesini che partecipano attivamente ed economicamente alla sua realizzazione e anche alla festa religiosa: alla processione, alla benedizione e successivamente a quest’ultima si radunano al convivio che si tiene intorno al fuoco con la classica “braciolata”. Il fuoco si accende il giorno della vigilia dei festeggiamenti e rappresenta il fuoco che è nell’immagine tradizionale del Sant’Antonio Abate, il protettore degli animali domestici, delle campagne e degli agricoltori. Inoltre questo fuoco rappresenta la protezione che dà il santo dalle fiamme dell’inferno e dalla malattia comunemente chiamata “fuoco di Sant’Antonio”.

Come è nata e come si è evoluta questa tradizione a Nepi?

Massimo Giovanale: Noi siamo giovanissimi e ognuno l’ha presa in mano con i suoi tempi, portiamo avanti una tradizione ormai centenaria che non riguarda soltanto Nepi ma si inserisce anche a livello nazionale. Facciamo parte di una rete di comitati omologhi al nostro che si occupano di feste importanti come quella di Sant’Antonio Abate in tutt’Italia.

Potreste raccontarci qualcosa sul carnevale nepesino?

Francesco Rosavini: Il carnevale a Nepi è molto sentito, è una manifestazione di festeggiamenti in maschera, grazie alle varie associazioni che si occupano nella realizzazione dei carri. Molti anni fa il carnevale andava alla grande, poi dopo ha avuto un calo causato da un mancato ricambio generazionale e fortunatamente da qualche anno è ripartito bene. Ci auguriamo che ci sia un vero e proprio cambio di generazione perché se si continua così nel giro di 4-5 anni non ci sarà più un grande ricambio. Voi giovani dovete essere gli artefici del Carnevale, dovete sentirlo dentro: non si tratta solo delle maschere, si tratta di sapere organizzare un carro, che non è facile.

Massimo Giovanale: Il carnevale nepesino è il primo carnevale della provincia di Viterbo e diciamo che è il continuo della festa religiosa del Sant’Antonio Abate che ripeto fa parte della cultura e della tradizione di Nepi ed unisce la festa religiosa con quella pagana. Il giorno della sfilata, sfilano nel paese i gruppi folkloristici, i carri allegorici e a banda cittadina, che fa da apertura al carnevale.

Che cosa vi aspettate quest’anno da queste festività?

Entrambi: Ci aspettiamo tanta partecipazione! (risate, ndr)


Come sarà strutturato il programma all’interno dei giorni festivi?

Francesco Rosavini: Si comincia giovedì 17 gennaio con la solenne messa alla strada provinciale “La Selciatella” nella cappella del ponte nepesino. Poi sabato 19 mattina alle 9:30 c’è l’apertura della fiera, alle 12 c’è l’accensione del Focarone, poi alle 15:30 c’è l’apertura del tradizionale “Beverino” a cui possono partecipare tutti i cittadini dove il comitato offrirà cibo e bevande, successivamente alle 17:15 c’è la messa in onore di Sant’Antonio nella chiesa di San Pietro e alle 18:15 da questa partirà la processione che andrà in giro per il paese. La domenica invece, alle 10 della mattina si parte dal Focarone e si arriva in piazza, e davanti alla chiesa avviene la benedizione degli animali e dei mezzi industriali. Alle ore 15 c’è l’inizio del 79° “Carnevale Nepesino” che dura circa quattro ore e dove partecipano all’incirca millecinquecento mascherati, seguiti da tante altre persone che vengono a vedere questo evento.”

La redazione de “Il Sibilo di Nepet” e la “Pia Unione Sant’Antonio Abate” vi invitano a trascorrere il prossimo fine settimana a Nepi!

 

– Giuseppe Giovanale Valeria Mazzafoglia Vittoria Taratufolo

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